Il sole non fa sconti alla nuca. È l'unica accortezza vera del pelato, e non c'entra nulla con i capelli: c'entra con la pelle. Quella zona, prima coperta, adesso è esposta come il dorso del naso. Trattala come tale.
D'estate, sulla testa, serve una protezione alta: SPF 50, finitura opaca, niente effetto unto. Si mette come quella sul viso, perché è esattamente la stessa pelle. Si rimette ogni due ore se sei al mare, dopo ogni tuffo, dopo ogni sudata seria.
Un cappello a tesa larga nelle ore peggiori — dalle 11 alle 16 — non è una resa, è buon senso. Lino, cotone, paglia: scegli il materiale che respira. Il berretto di lana è un'altra cosa, riguarda l'inverno e la dispersione di calore, che dalla testa è significativa.
Lavaggio quotidiano con un detergente delicato, idratazione la sera con una crema leggera senza profumo. La pelle del cuoio capelluto produce sebo come quella del viso: pulirla bene previene brufoletti, prurito e quella patina opaca che rovina il riflesso.
Nessun rimedio, nessuna promessa: solo la cura di una superficie che ora prende più luce di prima. Trattala bene e ti restituirà quel riflesso che gli altri pagano per avere.

